Sta raccogliendo grande interesse il “Cold brew”, una vera e propria tecnica utile da conoscere a livello professionale.
17/06/2019

Una nuova stagione per il caffè freddo grazie al Cold Brew.

Torna l’estate, torna la voglia di caffè freddo. I metodi di preparazione variano per aree geografiche e tradizioni; spesso lo si trita con i cubetti di ghiaccio nel frullatore e poi viene shakerato. Ma i metodi per realizzare un caffè freddo sono veramente molti. I gusti sono gusti, ma certamente un metodo professionale che sta guadagnando sempre più consensi per realizzare un ottimo caffè freddo è il Cold Brew, anche se non è ancora un fenomeno di massa. Forse anche perché il Cold Brew è un sistema di estrazione a freddo che richiede tempi lunghi (almeno 7/8 ore). Lo strumento utilizzato è intrigante, si chiama Toddy e si compone di tre parti: una superiore in vetro dove viene messa l’acqua fredda, un contenitore centrale per il caffè macinato e una caraffa inferiore per raccogliere il prodotto finale. Il caffè viene attraversato dall’acqua una goccia alla volta, per una percolazione di circa 8 gocce ogni 10 secondi.

Le gocce passano attraverso la polvere del caffè, ne catturano le caratteristiche, e ne fuoriescono colorate e ricche di aromi e sostanze. Vantaggiosa la possibilità di conservazione: un caffè estratto con metodo Cold Brew si conserva infatti fino a 2/3 giorni in frigorifero.

Molti lo continuano a chiamare semplicemente “caffé freddo”, ma è bene ricordare che per Cold Brew s’intende il metodo di estrazione e non la bevanda ottenuta; il termine (letteralmente “infuso freddo”) sta a indicare il processo di macerazione del caffè con acqua e ghiaccio. Tecnicamente la definizione più adatta per il metodo di estrazione con il Toddy sarebbe infatti “cold drip (drip significa appunto gocciolare/gocciolamento).

La tecnica Cold Brew richiede una scelta specifica del caffè, tempi e temperature. Si preferiscono solitamente caffè molto aromatici, fruttati e floreali, come quelli africani, principalmente Kenya ed Etiopia. Per la temperatura dell’acqua esistono mille scuole di pensiero. Ma in generale è meglio stare equilibrati con il calore. Se estratto bene, il Cold Brew può spesso presentare delle nuance di foglie di tabacco che conferiscono alla bevanda un gusto molto particolare e piacevole.

Si prevede che il Cold Brew sarà una delle bevande che maggiormente cresceranno nell’interesse del pubblico in questa estate 2019: lo conferma anche Hausbrandt, azienda partner di CAST Alimenti per l’affascinante mondo del caffè, che produce “Cold Brew Coffee Ethiopia Sidamo” un ready to drink in bottiglia, tostato, preparato e imbottigliato in Italia, un caffè lavato al profumo di agrumi, fiori e spezie che richiamano la terra del sole e gli altipiani da cui deriva. Il Cold Brew Coffee di Hausbrandt può diventare il protagonista di cocktail alcolici e analcolici, ma prima di tutto, può essere assaporato in purezza a ogni ora della giornata con la sola aggiunta di ghiaccio e buccia d’arancia a decorazione.