Pesca Sostenibile. Alcune ragioni per fare questa scelta.
29/10/2018

Pesca sostenibile significa lasciare nei mari abbastanza pesci e rispettarne gli habitat

La pesca sostenibile porta vantaggi a tutti: pescatori, filiera della pesca, ristoratori e consumatori. 

I principi fondamentali della pesca sostenibile riguardano prima di tutto la salvaguardia delle risorse, quindi garantire che la popolazione ittica possa rimanere produttiva e in salute e la riduzione dell'impatto ambientale, il che significa che l’attività di pesca deve essere gestita con attenzione, in modo che altre specie e habitat all'interno dell'ecosistema rimangano sani. Secondo le principali associazioni mondiali che promuovono la pesca sostenibile (come ad esempio Greenpeace e il Marine Stewardship Council – MSC) si tratta di quella pesca che preleva dal mare solo ciò che serve, senza sprechi e utilizzando attrezzi artigianali con un basso impatto sull'ambiente e la fauna marina. È quella pesca che considera il mare e le sue risorse un bene comune, da tutelare anche per le generazioni future. Sono tantissimi pescatori che operano in questo modo, si tratta in particolare di piccole imprese che pescano nel rispetto delle regole e contribuiscono allo sviluppo delle comunità costiere che dipendono dalla salute del mare. Queste imprese artigianali e familiari sono però in difficoltà a causa di una crescente competitività nel mercato mondiale della pesca. Vi è da sottolineare altresì come esistano, per fortuna, anche molte realtà aziendali e consortili più grandi che operano anch’esse secondo principi etici e di responsabilità verso il mare e l’ambiente. Non solo “piccolo è bello”, quindi. D’altro canto, esistono numerose società di grandi dimensioni che si muovono con aggressività e non rispettano principi etici di lavoro.

Il problema sta nel modo di pescare

La responsabilità etica nei confronti del mare e dell’ambiente verte prima di tutto sul “come” pescare. Sono infatti le metodologie e gli strumenti utilizzati che fanno buona parte della differenza fra pesca sostenibile o non sostenibile. Le reti utilizzate, in particolare. Nei metodi tradizionali dei pescatori, impiegati da secoli, il pesce viene quasi spontaneamente “rispettato”.  Questi sono, secondo Greenpeace e le altre principali associazioni che si occupano di pesca sostenibile, i metodi corretti e rispettosi dell’ecosistema marino.

Nassa

Antico attrezzo a forma di imbuto o gabbia che viene calato a mano e intrappola il pesce grazie a un’esca. Artigianale e selettivo: eventuali catture indesiderate o esemplari sotto-taglia possono essere rilasciati vivi in mare.

Rete da imbrocco o rete da posta

Rete fissa artigianale, molto diffusa nel Mediterraneo con varie tipologie. Può essere formata da un’unica pezza di rete (reti da imbrocco) o da tre pezze di rete sovrapposte (tremaglio) in cui restano impigliate molte varietà di pesce, soprattutto quelle che vivono vicino al fondale, come sogliole, scorfani, seppie, cefali.

Palangaro di fondo

È composto da un insieme di ami collegati a un sostegno e calati in prossimità del fondale per la pesca di fondo. Contrariamente al palangaro derivante - utilizzato per la cattura di grandi pelagici - il palangaro di fondo, se correttamente usato, è piuttosto sostenibile.

Rete a circuizione

E' chiamata anche cianciolo. Una potente sorgente di luce (lampara) attira i pesci che formano un “banco” che viene circondato dalla rete. Se usato correttamente è un attrezzo selettivo per la cattura soprattutto di pesce azzurro (sgombri, sardine e acciughe)

Questi invece sono i quattro principali metodi considerati troppo aggressivi e non rispettosi dell’ecosistema, tali da portare ad un impoverimento progressivo delle risorse marine:

Tonnara volante

E’ una rete a circuizione di grandi dimensioni, utilizzata per la pesca del tonno. Se dotata di FAD (sistemi di aggregazione dei pesci) comporta la cattura accidentale di specie indesiderate o protette come squali, delfini e tartarughe marine.

Palangaro derivante

A un lungo cavo di nylon munito di galleggianti sono collegati un grande numero di ami. Il sistema è lasciato in balia del vento e delle correnti per la cattura di grandi pesci pelagici come tonno e pesce spada. Poco selettivo, cattura accidentalmente anche squali, delfini e tartarughe marine.

Rete da traino

Molto diffusa, necessita di imbarcazioni piuttosto potenti. Le reti a strascico, che vengono trainate sul fondale per la cattura di specie di fondo, hanno un forte impatto sugli habitat e le specie marine di fondo. Le reti da traino pelagico sono trainate da coppie di imbarcazioni (volanti a coppia) e catturano soprattutto piccoli pelagici come acciughe e sardine.

Draga turbosoffiante

Attrezzi trainati che smuovono il fondale sabbioso con potenti getti d’acqua, mentre un rastrello raccoglie molluschi (vongole soprattutto), ma anche ogni altro organismo presente. Sono tra gli attrezzi più dannosi.

L’etichetta del pesce fresco: cosa guardare

La nuova etichetta per il pesce fresco fornisce importanti informazioni per fare una scelta responsabile. Ad esempio, ora su ogni etichetta devono essere indicate anche: la categoria degli attrezzi da pesca utilizzati e la zona specifica di cattura (ad esempio Mediterraneo centrale, Mar Adriatico). Inoltre, devono comparire: il nome comune, il nome scientifico, il metodo di produzione (pescato, allevato, pescato in acque dolci). E’ quindi importante controllare che i rivenditori inseriscano anche le nuove informazioni in etichetta.

Sempre secondo le principali associazioni mondiali che si occupano di pesca sostenibile queste sono le domande che anche un ristoratore dovrebbe porsi per comprare in modo responsabile: è pesce di stagione? L'etichetta è completa? È stato pescato in modo sostenibile? È stato pescato in Italia? È una specie in declino? È della taglia giusta?