Street food: una tendenza destinata a durare

Street food: una tendenza destinata a durare

L'analisi di CAST Alimenti, osservatorio privilegiato sulle tendenze di mercato

Lo street food è in forte crescita: lo vediamo dall’interesse che riscuote in aula, tra i professionisti che frequentano la scuola, e ce lo confermano gli ultimi dati diffusi da Coldiretti a maggio: il 52% degli italiani acquista street food, con una netta preferenza per il cibo della tradizione locale, dalla piadina agli arrosticini.

“È un modo di mangiare sano, tipico, economico e veloce, dove vince la convivialità.

“Nulla di nuovo, in realtà. Lo street food ci riporta alle radici della nostra tradizione, al cibo di piazza, e promuove la sostanza a discapito dell’apparenza” spiega lo chef Nicola Michieletto, docente del Corso di alta formazione per cuoco. “Street food vuol dire entrare in relazione con il territorio e i suoi prodotti. Dal punto di vista professionale, l’aspetto interessante è che permette di realizzare numeri importanti con prodotti di alto livello, che fino a pochi anni fa erano presenti solo al ristorante, mantenendo un giusto prezzo di vendita.”

Il successo del cibo di strada, che nasce a bordo dei food truck, ha contagiato anche il mondo classico ristorativo – lo dimostrano le prime stelle Michelin assegnate nel 2016 – e soprattutto la ristorazione commerciale veloce, che ne riprende molti aspetti, a partire dalla creazione di corner specializzati.

“Lo street food, che ci invita a riscoprire il cibo come cultura e scambio, una tendenza che è destinata a durare, che avrà sempre maggiore spazio” sottolinea Michieletto.

Ad ulteriore prova di questo fermento, anche le grandi aziende scelgono il cibo di strada per interpretare e valorizzare i propri prodotti. CAST Alimenti, osservatorio privilegiato sulle tendenze di mercato, è stata di recente chiamata da Surgital per una consulenza su questo tema: Nicola Michieletto, affiancato da Andrei Micle, ha così dato vita a Laboratorio Tortellini – Street food, presentato durante l’ultima edizione di Tuttofood a Milano: idee e ricette che interpretano prodotti della tradizione con diverse tipologie di cottura – piastra, fritto, vapore – in risposta alle richieste del mercato, dal prodotto tipico al vegetariano, e alle diverse modalità di consumo, sia in strada sia in contesti di ristorazione veloce. “Attrezzature avanzate, inserite in un format ad alta specializzazione, permettono di offrire un prodotto finale di ottima qualità” spiega Michieletto, presentando il progetto, con proposte che spaziano dai tortellini da strada in brodo ai coni da passeggio con bartolacci e rondellacci fritti.

Quando si parla di street food, si evoca subito la tradizione, che ha un ruolo importante. Ma se volessimo individuare un’altra parola chiave, accanto a velocità, innovazione e specializzazione, sarebbe senza dubbio tecnologia. “Le regole per garantire la salubrità del prodotto devono essere ancora più rigide e in questo le attrezzature sono di grande aiuto. Ma bisogna conoscerle e studiarle” sottolinea Nicola Michieletto, esperto di ingegneria e sistemi per la ristorazione commerciale veloce, che alla tecniche e tecnologie dedica ampio spazio nel suo corso Street food e ristorazione commerciale veloce (7-8 settembre). “In aula analizziamo il concetto di cibo di strada dal punto filosofico e produttivo. Si parla di organizzazione, delle diverse tecniche di cottura – per l'ottimizzazione di processi, risorse umane, logistica e margini – e delle possibili interpretazioni, con uno sguardo attento alla comunicazione finale del prodotto.”

Street food e ristorazione commerciale veloce – 7/8 settembre

Il progetto Laboratorio Tortellini – Street food di Surgital

 

 

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